Mandas il paese del trenino e del ducato

ducato-mandas"Mandas è una stazione ferroviaria di smistamento dove questi trenini si fermano per una lunga e piacevole chiacchierata dopo l'ardua arrampicata sulle colline". Così David Herbert Lawrence, nel 1921, scriveva nel libro "Sea and Sardinia", arrivando alla stazione di Mandas, paese che, allo scrittore inglese, suscitava emozioni e suggestioni. " Quasi non credevo ai miei occhi" diceva "tanto tutto era simile all'Inghilterra, alle regioni brulle della Cornovaglia o alle alture del Derbyshire". Mandas, importante centro di raccordo tra il campidano e le barbagie, trova in epoca nuragica le sue origini come dimostrano le oltre 48 rovine di nuraghi e villaggi coevi, tra cui quelli de su Angiu (Bangius), Ardiddi o la tomba dei giganti di "s'arruina de su procu". L'evoluzione del territorio è testimoniata dalla presenza fenicio punica prima e da quella romana poi di cui, oltre alle vestigia di villaggi e necropoli , si vedono ancora alcuni tratti della strada Kalaris-Ulbiam (la Cagliari-Olbia).
Dopo essere divenuto, attorno all'anno 1000, capoluogo della Curatoria di Siurgus, Mandas presente con i propri rappresentanti , nel 1355, al primo Parlamento sardo presieduto dal Re Pedro "Il Cerimonioso", diventa feudo dei carroz prima e dei Maza de Liana poi. Fu proprio all'ultimo dei feudatari di Valencia che, il 23 dicembre 1614, il re di Spagna Filippo III elevò il paese a Ducato, l'unico concesso dagli spagnoli in Sardegna. Creata "Tapa de Insinuacion" nel settecento, dal 1807 al 1821 fu sede dell'omonima Prefettura e Provincia, mentre dal 1828 al 1850 fu capoluogo di quella di isili. Oggi è sede di importanti uffici e servizi quali il Poliambulatorio Asl, lo sportello catastale decentrato (il primo nato in Sardegna), quello della sacrestia camera di Commercio di Cagliari. e la Filiale del Banco di Sardegna.


DA VISITARE


Oltre al citato complesso nuragico-punico-romano di "su Angiu", da dove proviene la navicella votiva (custodita nel museo archeologico di Cagliari), una volta giunti a Mandas è d'obbligo una passeggiata per il centro storico dove per dirla sempre con Lawrence, "si sente lo spazio intorno e la libertà di muoversi, come mai in Italia, dove tutto è così classico e definito".
Lasciata la centralissima via Cagliari, dove, oltre all'elegante Palazzo Municipale (la costruzione è del 1932) sono ancora visibili numerosi Palazzi della nobiltà e borghesia locale (Santa Cruz, Gessa, Pasolini), una breve sosta va fatta davanti all'ex collegio degli Scolopi, oggi Circolo di lettura, risalente al 1864, realizzato grazie ad un lascito, del 1803, di don Bartolomeo Casu, nobile di Mandas arruolatosi nelle truppe napoleoniche. "Proseguiamo tra l'arenaria ed il granito" consiglia Lawrence "sull'acciottolato ineguale della strada, fino in fondo". Ecco apparire, al termine della via Roma, il maestoso palazzo municipale ottocentesco, un tempo sede anche di pretura e di alcune scuole. Poche decine di metri ed ecco il compendio medioevale di Sant'Antonio Abate con la chiesetta duecentesca , la strada romana antistante il tempo e, a pochi metri, il museo comunale "I lollasa de is aiaiusu", un percorso di suggestioni nella memoria storica ed economica del territorio si giunge (da ammirare , tra le altre cose, casa Pisano-Mulliri, Pisano-Paxi, Congiu-Carta), attraverso la "quasi" intatta seicentesca Curia Ducale (oggi casa del parroco), alla Chiesa parrocchiale dedicata a San Giacomo Apostolo, il Maggiore, costruita tra il 1585 ed il 1605 in stile gotico-catalano. Da ammirare i pregevoli altari lignei settecenteschi, le statue policrome seicentesche, il coro ligneo e la paratora risalenti al 1640. Ed ancora l'Altare Maggiore del 1777, opera del regio marmoraro Giovanni battista Franco, e il fonte battesimale del 1760. Da notare come la balaustra, la credenza e le acquasantiere sono in marmo bardiglio di Mandas.
All'uscita della chiesa una tappa d'obbligo è a "sa perda de sa bregungia", l'antica gogna medievale. Di rilevante interesse è ancora il complesso seicentesco di San Francesco e San Cristoforo. Soprattutto l'ex sede dei Minori Osservanti presenta un ciclo di affreschi cinquecenteschi tutti da "gustare". Ed ancora si consiglia una breve tappa alla Stazione Ferroviaria dove dormì D.H. Lawrence e dove sta nascendo il Parco
letterario a lui dedicato . A poche decine di metri il parco Acquabona con l'annessa fonte risalente al medioevo.


FESTE E TRADIZIONI


Le principali manifestazioni religiose e civili vedono a gennaio, il 16 e il 17, il tradizionale appuntamento con la festa di S. Antonio Abate ed il caratteristico Falò. Attraverso i riti della Settimana Santa e, ricordiamo soprattutto, "su scravamentu" e la processione de "s'incontru", si giunge a maggio con, la terza domenica, i festeggiamenti in onore di S.Isidoro, patrono degli agricoltori . A giugno , il 23 ed il 24, la festa di S. Giovanni Battista, primo patrono del paese , ed a luglio "sa festa manna" con il patrono S. Giacomo, la cui memoria si celebra il 25 luglio. A fine mese l'appuntamento annuale con la sagra del Formaggio abbinata, dal 2006, alla rassegna regionale delle produzioni tipiche locali. Ad agosto, la festa dell'Assunta vede come cornice la festa dell'Emigrato, ed ecco ad ottobre, la seconda domenica, i riti per la coopatrona S. Vitalia e S. Francesco , titolare dell'omonimo convento. Da segnalare ancora le solenni cerimonie che si organizzano per il 2 giugno, Festa della Repubblica, e per il 4 novembre, Festa dell'Unità d'Italia .

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